Oggi, dopo forse tre settimane, riesco ad utilizzare di nuovo una connessione. Da un bar, as usually... anche perchè ho talmente tanti virz nel pc che è sconsigliatissimo collegarsi da casa. L'ultima volta è arrivata una bolletta da duscento euri per chiamate agli 899 e compagnia bella. Che bella cosa la tecnologia...
Entro in splinder, mi vien da ridere: un pò per l'emozione dovuta al fatto che tutto funzioni ( :o ), un pò perchè trovo un messaggio fra i pvt: "are you alive??". Rispondo che sono un pò provata dal digital divide, ma sono viva e vegeta.
Ho svuotato la valigia della Francia, è scoppiata come un vaso di Pandora disperdendo tutti i ricordi, ora sparsi nella mia atmosfera personale mischiati ai pensieri assillanti di cose da fare: moduli oppressivo-burocratici, curricula inutil-autoironici, tesi spettro-auto-retrattile, nel senso che più aspetto a finirla e più mi sembra che ci sia roba da scriverci.
Ho posato la valigia, dicevo, per un tuffo al mare, il mio mare, che tanto denigro e che tanto mi manca, ogni volta. Anche se non è il migliore. Mi sono asciugata al sole di casa, lo stesso che la mattina entra dalla finestra aperta della mia stanza e mi sveglia alle otto, perchè mi brucia le gambe nude mentre dormo.
Ho giocato a palla con i miei bambini, ho spalmato loro la mia crema, che consideravano più buona solo perchè era di "ZiaMonia" (che ormai per molti di loro è una parola sola). Lei l'ho vista nuotare "come un pesciolino" nel suo salvagente colorato... sono tutti così belli...
Ho sentito un senso di vuoto, che però non voglio colmare. Ho rifatto la valigia, dopo una settimana.
Direzione: Firenze.
Eccomi qua, a prendermi cura del gatto di una prof in vacanza in Bretagna. Non l'avevo mai vista, lei mai visto me, ma ormai non mi stupisco più di niente. "Di nulla", come direbbe lui. Mi stupirei se il gatto arrivasse fino a fine agosto, visto che sta su con "le punesc", come direbbe l'altra.
Almeno stavolta in casa c'è tutto. L' organizzazione è un pò "da barca", come dice lui, ma c'è tutto. Anche il bidet. E' incorporato nel water, ma c'è. Sotto il tappeto -FRUUP! - compare il buco per lo scarico della doccia. Alzi gli occhi sulla parete e trovi il tubo. "Così il bagno è sempre pulito!" - dice lei. E così puoi farti la doccia, fare pipì e lavarti i denti senza fare nemmeno un passo, è tutto lì.
In cucina non manca nulla, anzi! C'è un optional extra: la lettiera del micio, completa di tutti gli accessori. E' come l'Ambipur, ogni venti minuti ti "SOFFIA" una brezza per odorare le stanze. Se stai lì davanti a contare i soffi ti rincoglionisci come il bambino della pubblicità, e ancora non hanno trovato la cura.
In camera una cosa a dire la verità manca: le finestre. Non ce n'è. Chiuso. Niente sole sulle gambe, niente vista sul giardino... vista sull'armadio. Stanotte ci ho involontariamente chiuso il gatto dentro, mi ha svegliata miagolando alle tre. Ieri alle quattro lui ha rischiato l'osso del collo pestando su una palla di pelo mezza digerita mista a pappa mezza masticata. Adoro gli animali... 
Resterò in questa splendida città per quasi tutta l'estate, con le dovute tappe-mare.
Poi, l'attesa. Attesa di una telefonata, di un'altra laurea, della realizzazione di un obiettivo.
Per il momento mi godo Firenze e la compagnia.