"E' la mia nostalgia e il mio amore, oggi, in questa notte calda, dolce come il profumo di fiori esotici, svegliati ad una vita che scotta."
giovedì, 29 maggio 2008
nda

NDA:

Prima che qualcuno possa turbarsi e, quindi, per evitare che piovano malintesi e insulti, vorrei specificare che quello che scrivo (mi riferisco soprattutto al post precedente) è si frutto di sensazioni vissute, ma che servono da spunto a immagini e situazioni a volte rielaborarte...
Prego la persona che si riconoscerà nel post Polvere di non freintendere, di non rielaborare a sua volta.... Un blog non è la realtà, è un mondo inventato... a volte è solo un esercizio di scrittura.

Grazie.

Scritto da: pinkpencil alle ore 10:59 | link | commenti (4) | Categoria: sensazioni, scrittori in erba, polaritĂ  negativa, the woman in the crowd, incubazione, insolitormento
sabato, 24 maggio 2008
...aqui se nace, aqui la vida renace...
La mia fibra è legnosa, elastica,
prendo forma con le stagioni, intreccio passi come in un tango
e mi alzo,
piano,
fruscio di stoffe sulle gambe lisce,
scorron via come un involucro che lascia spazio ad ali...
Scritto da: pinkpencil alle ore 12:48 | link | commenti | Categoria: insolitormento
martedì, 29 gennaio 2008
"...Gone... Going... Gone... eveything gone...Give a Damn..."

Isolata in camera per l'ennesima exam's eve, forse l'ultima, trascorro la metà del mio tempo ascoltando la lavatrice che, operosa come un'ape, gira e rigira tessuti e batteri. Mi ha stupito quando la Littizzetto nel suo film con Neri Marco Re accennava a questo fatto, di rilassarsi col prelavaggio. Credevo che fosse una predisposizione un pò particolare, tipo solo mia e del mio amato gatto nero, che però ora non c'è più. Succedeva spesso che lo trovassi incantato di fronte all'oblò, a pensare chissà che. Andavo a strapazzarlo un pò e finivamo per restare imbambolati entrambi.

Ora è diverso però. La lavatrice l'ho messa io, non mia madre, scattando in piedi al primo raggio di sole. Una volta un raggio di sole mi faceva pensare al giardino dietro casa e a M., l'amica con cui ho trascorso tutti i pomerggi fino alla seconda media e con cui, da quel giorno di quattordici anni fa, a malapena parlo. Oggi mi fa pensare che i panni si asciugheranno bene, senza prendere quell'odiosa puzza di muffa.

Crescere è normale, ok, cambiano le esigenze ecc ecc, e mi va bene così. A volte però mi chiedo come si cresce. Nel senso: quanto di quello che sono ora è frutto di incroci di dna e quanto invece è nato dalle esperienze che ho vissuto?... Mi chiedo come potrei essere ora se non avessi cambiato tutte queste case; se non avessi iniziato a lavorare da adolescente; se con la mia famiglia avessimo avuto una casa in mezzo al paese piuttosto che in periferia di una periferia; se non avessi vissuto una storia lunga e intensa in cui mi sono forgiata fino ad annullarmi per compiacere chi mi stava accanto, finchè ho dovuto fare in fretta il percorso a ritroso per non perdermi completamente; se non avessi incontrato tanta gente con cui non avevo nulla a che fare e per la quale mi sono anche messa in discussione, uscendone con un livido e un cerotto in più...

Mi chiedo se sto facendo i passi giusti, se mi pentirò ancora di qualcosa, se conviene lasciarmi andare alle situazioni rischiando tutto di nuovo o se è meglio non ribellarmi al guinzaglio che la vita in qualche modo mi ha imposto, o che forse mi sono messa da sola. "SchienaDrittaPanciaInDentroPettoInFuori!", come quando facevo ginnastica artistica, come Hilary: calze bianche e body verde bottiglia, i capelli tirati indietro, palla, clavette e nastro. Sembrava magico quel nastro, creava forme e colori meravigliosi e mi avvolgeva come fosse stato vita. Però non doveva sfiorarmi, solo girarmi attorno. Ora è diverso. Lo sento che certe volte mi scorre morbido sulla pelle, altre volte si strofina forte e mi graffia, o mi stringe i polsi fino a fermare la circolazione. A volte addirittura si ferma sul collo, scorre minaccioso e beffardo avanti e indietro. Atterrita e stanca, strabuzzo gli occhi e ammutolisco in attesa che la smetta...

 

ballerinatriste

Scritto da: pinkpencil alle ore 13:43 | link | commenti (6) | Categoria: insolitormento
mercoledì, 28 novembre 2007
Il processo.

Pensavo che la luna di ieri mi portasse riposo, ma non è stato così.
Ad ogni parola si faceva più imponente, il suo maglione chiaro diventava sempre più tetro, fino a sembrare una toga di buio cangiante.
Man mano che passavano i secondi capivo di non avere più possibilità di fuga e la mia pelle sembrava assottigliarsi, consumata dall'attrito con le sue parole ruvide.
Non volevo ascoltare, tenevo le mani premute forte sulle orecchie e un lembo di lenzuolo fra le ginocchia piegate, cercando protezione nella flanella morbida.
Lui però pretendeva che io sentissi, ci teneva, sapeva che mi sarebbe servito. Lo sapevo anch'io.
Ad ogni mia acrobazia improvvisa nel tentativo di darmela a gambe se ne usciva con un "e dagli!!" e, senza scomporsi, allungava un braccio e mi tirava giù a sedere, come fossi un burattino. Solo il tono di voce si alzava, allora mi fermavo, gli occhi bassi e mesti, guardavo le mie mani nervose.
Mi ha dato della debole. Stizzita mi sono gonfiata come un gallo nel tentativo di tenergli testa. Mi ha guardato fisso negli occhi, uno sguardo serio e deciso: ho espirato e mi sono arresa.
Mi ha diagnosticato uno strabismo schizofrenico nella percezione di me stessa... inutile controbattere, che avrei potuto rispondere?
Sciocca sbruffona, mi approprio indebitamente di personalità che non mi appartengono, che non mi riescono, una Rosy Bindi di mousse al cioccolato.
Alla fine ho sentito un rumore di piccola frana, di ciottoli sgretolati che si rincorrevano rotolando giù dai miei pendii. 
E' rimasto lì, in piedi davanti a me, come a dirmi "Guarda, lo vedi ora?!". Mi sembrava di stare dietro ad un sipario che si apriva, la stessa sensazione di spiazzamento e inadeguatezza, e un pizzico di adrenalina, mentre lei con occhi da cerbiatta sentiva solo i suoni.
Mi ha un pò spaventato quello che ho visto, era più confortante ignorare, ma ora devo farci i conti, per Amore o per Forza. E... sì, chiamerò le cose con il proprio nome, mio Ambasciatore di Insucurezze, mio Amico...
Immagino di doverti anche ringraziare per la tua sincerità spietata, anche se mi hai spiazzata, anche se  stamattina le gambe vacillavano sui tacchi sottili.

Scritto da: pinkpencil alle ore 15:34 | link | commenti (6) | Categoria: insolitormento
lunedì, 26 novembre 2007
Io, e tu dall'altra parte del vetro.

Prenderò a calci terra e vento,
e voleranno petali di rose
lasciati da un amante attento
dalle sue mani esili e curiose.

Non chiederà parole la sua bocca, 
ingoierà baci di comprensione.
Nessuna rivendicazione sciocca,
ma triste e muta rassegnazione

di chi sa che sognare
è meglio che capire,
è meglio che lasciare;

di chi sa che aspettare
è un modo per vivere.
Un modo per amare.

 the rose

 

 

Scritto da: pinkpencil alle ore 16:26 | link | commenti | Categoria: insolitormento
sabato, 17 novembre 2007
L' Insostenibile Leggerezza dell'Essere.

 

michelangelo-creazione-di-adamo-

...a volte basta davvero poco per provare emozioni...

 

Scritto da: pinkpencil alle ore 11:07 | link | commenti (5) | Categoria: insolitormento
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...il tratto morbido di una matita rosa, curve porose che non marcano confini, ma aprono orizzonti di tramonti sfumati.

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Odi et Amo
Odio
...la supponenza, la cattiveria, la mia scarsa capacitĂ  di concentrazione, le creme idratanti che non si assorbono mai, la polvere che si riforma troppo presto, l'invadenza, la falsitĂ , gli scarafaggi, gli insetti, l'insensibilitĂ , il grasso del prosciutto e della carne in generale, i vecchi cafoni che vengono a rompere al lavoro, la frustrazione, l'invidia, la guerra, le cacche dei piccioni addosso, l'arroganza, la mia goffaggine, la precisione, i telefoni.


Amo
...i libri, la musica (soprattutto gli strumenti a corde), il cibo in generale e le cose insalubri in particolare, la fantasia, i bambini, gli animali (ma non gli scarafaggi e gli insetti), sentirmi soddisfatta, l'entusiasmo, la mia famiglia, le mie coinquiline, la Bea&co, le lenzuola di flanella, i vecchietti simpatici che vengono a trovarmi al lavoro, i sorrisi, l'onestĂ , la grazia (che non ho), disegnare e l'arte in generale, gli abbracci stretti stretti da far male, gli abiti morbidi, l'inchiostro sulla carta, Shreck e Nemo, l'amicizia vera.

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