- Buongiorno amore... smack!
- BNGR...PFFF.. Capelli! Sembri... sembri... come si chiamavano, dai, quei cosi "pelosi"...
- ... i... Truciolones? ...
- Eh, sì, brava! Sembri un truciolone!
.....
Prima lezione con la 1°: sgangherati quatordicenni, pensavo, poco più che bambini...
Entrano in classe, nell'ordine:
Miss cavolfiore 2007;
Bambina sorriso 2004;
Miss muretto 2010 (datele un paio d'anni e vedrete!);
Insomma, spingo le mie labbra secche in avanti tipo Signorina Silvani e cerco di darmi un contegno, nei miei scarponcini marroni e la mia maglietta rossa.
Contesto: ultima ora del sabato, intervallo saltato per una verifica di LATINO (!) che è appena terminata, a quanto pare non senza vittime... cerco di essere indulgente.
Il brusio diventa vocio, che diventa chiacchiericcio che diventa coro da stadio.
Cerco in tutti i modi di farli smettere, prima con le buone, finché sembra che io stia ballando la macarena sulla cattedra.
Niente.
Do un colpo sulla cattedra come avevo visto fare ai miei prof. a suo tempo. Resto seria, forse toppo... è che mi vien da ridere perché mai avrei pensato di farlo, quindi per mascherare mi acciglio forse un po' troppo... sembro Caccamo...

Passo dunque all'estremo gesto: tiro fuori il cappio che ti danno in dotazione le segretarie insieme al registro, che quando l'ho visto ho riso sprezzante..."Tze", ho pensato, "a me non servirà di certo."
Me lo brucio così, alla prima ora. E' come se da Gerry chiedi l'aiuto a casa alla prima domanda.
Lo lancio semplicemente in aria, è programmato per sistemarsi sulla trave da solo, e infatti è così.
I ragazzi sbalorditi (sono di 1°, non l'hanno ancora mai visto) ma soprattutto incuriositi per eventuali dettagli macabri (son pur sempre cresciuti con ER, CSI e Don Matteo) restano a bocca aperta: FUNZIONA! Ottengo il risultato sperato, da zerosilenzio a centosilenzio in meno di un secondo.
Ma anche vicversa.
Mi assicuro che il nodo tenga botta...
GRANDIIIIII!!!!!
Lasciatemelo dire.... Poi magari mi linciano e la mia vita finisce qui, ma per la patria questo ed altro
.
Oggi penso alla mia Terra... -12.
Dagli e ridagli, è arrivata anche la serata alcolica...
Ore diciannove e trenta: inizio aperitivo, con degustazione delle specialità della zona.
Ore ventidue e ventidue: inizio della cena, con degustazione delle specialità della zona.
Ore ventitre e quaranta: fine della cena, con degustazione dei digestivi della zona.
Ore ventiquattro: inizio sfida a beachvolley femminile, quattro joystick (bastoncini della gioia !??!) per quattro partecipanti....
Ore due: raggiungo il letto, ad altitudini notevoli.
Ore sei: sveglia, per una lunga giornata a scuola, che terminerà alle ventidue.
-_-'
La serata ha portato anche due nuove storpiature del mio nome: il primo è "Mona", che tanto non sano cosa vuol dire; il secondo è uscito mentre stavo spiegando la storia del nome, e Guillaume se ne è uscito con "Non mais Monia c'est facile, non? C'est comme MONIA LISA!" ..... YEAHHHH!!!!
... per te mon amie....
Siccome in questi tre mesi di vita parallela che mi han concesso sembra tutto possibile, ho provato ad esprimere qualche desiderio, tipo visitare qualche posticino qua intorno. Detto-fatto. Il boss mi ha sciorinato una lista di date/posti che equivalgono a gite di classi straniere a cui farò da accompagnatrice.
Ora... chi non sa della mia voglia di conoscere l'America Latina? Bene, indovinate un pò chi "mi è toccato di accompagnare" in questi giorni?? Ero niente-popò-di-meno che con QUARANTA scimmiette azteche, studenti ecuadoregni con i loro tre professori, ovviamente fichissimi!
A parte i posti fantastici (Rouen, Mont Saint-Michel, Honfleur...), mi son troppo divertita. "A fare che?", direte... Ben, guardate questa foto e ditemi... secondo voi, questa professoressa azt... ehm, ecuadoregna, che sta' a fa'?

...ebbene...si sta "arricciaspicciando" le ciglia con un cucchiaino... stile Ariel...
Volete sapere altro??!
Questi sono i monelli:

...scalzi sulla ghiaia, perchè fuori Mont Sant-Michel avevano giocato a rotolarsi nella sabbia bagnata e a tirarsela addosso, quindi erano conciati in maniera pietosa e sull'autobus dovevano togliersi le scarpe...
La colonna sonora è stata (oltre a "saco un papellillo me preparo un cigarrillo... -_-") musica latino-americana più o meno mezclada a musica occidentale. Molto cciovine, comunque.
Per il resto... be'... i posti erano tipo così...:



...la vita parallela, iniziata la prima settimana con i fiorentini, continua lunedì con loro... e la prossima settimana con i siciliani....
Come dice mio padre, "il lavoro mi ammazza"....
:D
...ma poi, secondo voi, questa chicca di donzella, da dove può venire!?

Quante altre parti del mondo possono vantarsi di dare i natali a cotanto splendore? Questa è X, la mia nuova amica qui alla biblioteca. La chiamo X perchè, nonostante io abbia passato una buona mezz'ora a chiederle il nome, non sono riuscita a farmlo dire. In compenso, ogni volta che glielo chiedevo, mi raccontava qualcosa in pù della sua vita.
C'è un'altra cosa, però, che non so di X: l'età. Quando gliel'ho chiesta, mi ha detto che ha così tanti anni che non si posson contare. Probabilmente è vero.
Viene in biblioteca tutti i giorni alla stessa ora, per prendere il caffè dalla macchinetta. Però non è buono, dice. Mi ha detto che c'è un posto dove lo fanno più buono. Salvo poi dire il contrario nel secondo round di raffiche di sproloqui, sempre gli stessi.
Pensate che vi abbia detto il meglio eh!? Valà, eccolo:
X è bulgnais!!!
Quindi quando le ho detto che ero italiana, ha iniziato a cercare di parlare italiano (pensando che io non capissi il francese)... risultato: una conversazione metà in bolognese strettissimo dell'Ottocento e metà in un francese che dev'essere un patois, anche questo dell'Ottocento.
Dopo mezz'ora:
m: "Ma qual è il vostro nome?".
x: "Ricci!".
m: "Ah... (Ah già, qui in Francia "nom" = "cognome")... e il vostro prenom?".
x: "Mais non, je suis veuve..." (= Ma no, io sono vedova...).
m: "Bene... devo andare ora. Vi faccio una fotografia... ".
x: "Cos'hai lì!" (Indicando la borsa in cui tengo il portatile. Apro un pò la borsa, la faccio sbirciare). Rispondo:
m: "C'est mon portable..." (vecchia è la quarta volta che me lo chiedi... -_-).
x: "Ahhh, ma lui è architetto....studia a Parigi...".
m: " O.O ??... Devo assolutamete farvi una foto. Sorridete...".
x: "Cos'è quello, cosa fai?".
m: "... niente vecchia, sorridi e basta. -_- ".
m: "Devo andare, vado a mangiare qualcosa poi ho un appuntamento. A domani!".
La vecchia mi artiglia un braccio, vuole parlare ancora. Io ora ho 20 minuti per mangiare...
x: "E' bravissimo, studia a Parigi... ma cos'hai lì?" (indicando la borsa).
.... Veeeez, lassame annà a magnà!!
Tolgo l'artiglio e le sorrido mentre scendo le scale. Quando mi trovo di fianco a lei, vedo che nelle orecchie ha infilato un pò di quella che dev'essere gommapiuma per imbottire i cuscini delle sedie, quella giallina, dai...
Oggi, mentre ero al pc, l'ho sentita sbraitare contro un ragazzo. Prima gli ha detto qualcosa tipo "Anche se non sei di qua, non è una buona ragione!" (per fare cosa, lo sa solo god), poi gli ha chiesto la nazionalità.
Quando lui ha risposto "Portoghese", lei è partita in quarta con "Ci sono tanti italiani là!!!"
Grande X....
Stesso esame, diversa scenografia.
Stavolta l'isterismo pre-esamedieconomia è sfociato in allegria e risate incontenibli e sciOche. Mi sono svegliata con l'ansia di dover ripassare milioni di milioni (come i culatelli di Negroni) di pagine e concetti a me tutt'ora semi-ignoti, mentre giravo in tondo in un'unica mattonella 70x70 con passo di marcia, nel (arduo) tentativo di svegliare la mia coinquilina su sua richiesta. Viviana era già preparatissima, con la tensione da consegna di moduli per la tesi (avrò preso tutti i moduli? avranno la marca da bollo? e se non riesco devo tornare... la fila è disarmante...è tardi!). Anna è uscita.
Fra tutti i pensieri che potevo avere mi era sfuggito il mio pigiamino, e dovevo immaginarlo che questo mi sarebbe costato caro (www.laorilladelmar.splinder.com, "breakfast time"), in effetti potevo arrivarci.
La mattinata si snoda fra "certocerto" ripetuti alla Torakiki mentre il mio sguardo scorre veloce sui miei riassunti, così veloce che in realtà non sto leggendo ma sfidando le saccadi. Arrivata al punto clou, metto in pratica la mia astuzia e l' abilità di esaminanda ormai collaudata, scrivendomi sull'avambraccio sinistro tutto un concetto di Kaldor e Kuznets e fatti stilizzati e boh, manco mi ricordo. Gasatissima, preparo anche un ottimo bigino da tirar fuori all'occorrenza. Colonna sonora della mattinata una futile logorrea e risate da camicia di forza, tanto che ad un certo punto arriva Cristicchi e mi chiede se può osservarmi un pò per il suo prossimo progetto.
Bene, rassicurata dal mio operato decido di disinfestarmi le ascelle, che nel frattempo iniziavano ad accusare il superlavoro ma continuavano a collaborare assiduamente. Sto attentissima a non bagnarmi le scritte, sono vitali.
Finita l'operazione igienico-sanitaria, concludo con un'allegra e vigorosa lavata di mani.... un rivolo nero inizia a scendermi dai polsi... no. No! NOOOO!!!
Ok, mantengo la calma, so dove recuperare il tutto e la prendo con filosofia. Mi pulisco dal nero che poi mi rendo conto aver occupato metà del mio corpo e ricomincio la miniaturizzazione dei suddetti concetti, stavolta con tanto di maiuscole in stile araldico (come caxxo si dice che non mi viene la parola??), come nei testi antichi. Passo alla vestizione... no! No. NOOOO! Ho dimenticato di lavare il maglione appositamente comprato qualche giorno fa, mai messo ma sepolto con grazia nel mio cesto di panni sporchi per via dell'odore di nuovo, chiamiamolo così, che lo avvolgeva. Cappero, (da qui in avanti si sconsiglia la lettura ad un pubblico non adulto) si rende necessario un ripescaggio... Tiro su fino al gomito la manica del pigiama e frugo in cerca del magico indumento, munito di megatascone portabigliettini sul davanti. Il piano è perfetto e continuo a prenderla con filosofia, lo indosso senza fare una piega. L'odore "di nuovo" si sente ancora, strano.... Vorrei precisare soltanto che le mutande di solito finiscono in un altro cesto.
Ok, scelgo la borsa più adatta all'occasione, tolgo un pò di robaccia da dentro (fazzoletti usati, scontrini accartocciati, lucidalabbra -ma non burrocacao quello fico!- tessera Limoni, cappellino, ombrello che tanto oggi non piove, caricabatteria del telefono, i calzini comprati l'altro giorno e dimenticati lì dentro, il braccialetto di cuoio con i fiorellini che non sta mai su, i gommini di ricambio per i tacchi degli stivali neri, un appendiabiti, quadri per arredare le pareti, una gigantografia di Kurt Cobain che va sempre bene, Glamour in versione non-pocket... ) e metto beni vitali, quali: crackers, acqua, specchietto e pinzette per le sopracciglia, gomme da masticare alla menta, spray per l'alito che non si sa mai, crema idratante per le mani, limetta per unghie da borsetta, salviettine Chilli... ho la sensazione di aver dimenticato qualcosa. Mi giro e rigiro intorno, osservo, ma nulla. Ah, si, la penna. E la matita per la brutta, e la gomma. E il libretto. Il cellulare, l'ho messo. Mhmmm.... ah, il reggiminne mi scordavo, cavolo! Ok, ci siamo. Giro tre volte su me stessa con la stessa sensazione di vuoto ma poi decido che basta, è ora di andare. Ah, il portafoglio. E i biglietti per l'autobus. Ci siamo. Arrivo alla porta. -"Magari prendo anche le chiavi di casa!", e la sensazione di vuoto si affievolisce.
Mi faccio un pezzo di strada a piedi, mi fa bene. Visti gli ultimi accadimenti in casa Agnesi penso ad eventuali espedienti per non andare all'esame: abbiamo detto che l'autobus è troppo cheap, per nulla trendy, quindi niente tuffo casuale sotto il 27B. Cammino su una grata che occupa mezzo marciapiede, ma poi penso che cadere giù da lì sarebbe una gran figura di merda, molto poco chic. Io, del resto, sono una personcina di classe. Valuto di inciampare nella bicicletta di uno schizzato che effettivamente dall'impeto sembra non solo aver capito le mie intenzioni, ma da anche l'idea di volerle assecondare, poi penso che mi colpirebbe ad altezza coscia e non posso, mi toglierebbero i pantaloni e non mi sono depilata. Mi sposto con grazia e un velato vaffanculo al veloci(clo)raptor. Cmq ha ragione Ilva, Ciaci, devi essere sempre pronta... ennesima conferma.
Insomma, pensando-pensando arrivo, scelgo un' aula a caso e prendo posto. E' l'aula giusta. Siamo ancora in quattro, iniziamo a chiacchierare. Abbiamo tutti un programma diverso. Ottimo inizio...
Arriva il prof con l'assistente e distribuisce i fogli.
120 minuti. Ne passo 45 a fissare insistentemente l'assistente, è sicuramente l'uomo della mia vita, lo sento. E' proprio lui. Castano, riccio selvaggio, sguardo bellissmo da quello che non deve chiedere mai ma non lo sa, abbigliamento giusto, maggiore età. Poi leggo la prima domanda. Descrivi il sistema-mondo. Non l'ho mai sentito dire.
Parto dall'ultima domanda, vado a ritroso e quando il prof. si avvicina gli dico che nel programma che HO STUDIATO questo concetto non c'era. Mi sorride, mi sussurra un carezzevole "mi dispiace" e se ne va. E' figo pure lui, in fondo, torno anche volentieri un'altra volta.
Insomma, alla fine esco e becco un collega conosciuto di vista in facoltà, un residuo di Lingue in territorio nemico. Lo aggancio immediatamente. (figo pure lui... sarà che stamattina il mio livello di ormoni è un pò alticcio?! Devo smetterla di mettere il pepe sulle fettine e ricominciare con la Nutella...).
Ci piangiamo un pò addosso come si fa in questi casi, chiacchieriamo un pò e me ne vado con Viv e Ciaci da Max, dove Vale mi prepara la cioccolata calda con la panna. Qui cazzata libera, do il meglio di me e perdo più volte le redini del mio neurone, lasciandomi andare in conversazioni da fascia oraria protetta (del resto, se non lo fai al Minibar dove lo fai...). Una volta esausta per la logorrea, posso anche tornare a casa. Lascio Ciaci che vuole continuare a studiare in biblioteca.
Arrivo a casa, apro il portone, entro. Saluto Anna, e anche Ciaci, che ha fatto prima di me (mah... ).
Lascio che Viv faccia le playlist, un notevole juke box, piena di risorse.
Tutto sommato, oggi ho sentito di essere nel posto giusto - al momento giusto - con le persone giuste, nessun' ombra.
Ora come ora, non chiedo di meglio...
Ps: cultrice del pop, vedi se domani non rimpiangerai di aver deriso il tenaledi con serbatoio !! mammamia........... basso, basso livello....... non si sente nemmeno più l'eco.... Perchè non mi fermi mai in tempo?!? Perchè invece mi appoggi - quando addiruttura non rincari ?!?
H: "Sei solo un mucchietto d'ossa".
M: "Sei superficiale. E' come dire che il Magnum è solo uno stecco".